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Musica e tradizioni dell'area celtica


Martin Preshaw
workshop: tel/fax (44)028 40671722
home: tel (44)028 40671525
email: info@unionpipes.co.uk
Disponibili modelli in Re, Do e Si. Practice set, half
set, 3/4 e full set.
Chanter disponibile separatamente.
Materiali: ottone o silver, imitazione avorio.
Legni: ebano, boxwood, african blackwood, rosewood, mgurure, snakewood.
"Costruiamo le migliori Uilleann Pipes in Re sul mercato!"

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Musica e tradizioni dell'area celtica a cura del gruppo
musicale Shamrock
Come si presenta
Le origini
Lo sviluppo
Le caratteristiche tecniche
I pipers
Torna all'indice degli strumenti
Come
si presenta: la Uilleann Pipes (pron.Illan paips) si distingue
a prima vista da tutte le altre cornamuse per il fatto di essere suonata
da seduti. L’esecutore (piper) suona la canna della melodia (chanter) poggiandola
sulla coscia destra e muovendo le dita pressappoco come si fa con il flauto;
i tre bordoni (canne che danno un suono fisso) sono tutti incastrati nello
stesso blocco di legno e poggiano sulla stessa coscia, passando davanti
alla pancia dell’esecutore. La sacca viene alimentata da un mantice legato
in vita con una cinghia e azionato dal gomito destro e non quindi soffiando
con la bocca; l'altro braccio é a contatto della sacca e regola la pressione
dell’aria e l’intonazione, come in tutte le cornamuse.
Origine: in gaelico Uille significa gomito e da qui il
nome Uilleann pipes, di cui si comincia a parlare all’inizio del ‘700 come
sostituta delle antiche cornamuse irlandesi, simili in tutto a quelle scozzesi, che
vennero proibite dagli inglesi in questo periodo. Il nuovo strumento è più delicato,
dolce, più ricco di suoni e ideale per ambienti chiusi e per accompagnare le danze; si
pensa che derivi dalle cornamuse cortesi del ‘600 come la sordellina napoletana
e la musette de cour dei musicisti della corte di Francia . Qualche studioso ritiene,
però, che le Woollen pipes cui si riferisce Shakespeare, potrebbero essere proprio
le Uilleann; in tal caso questo strumento sarebbe già presente nel ‘500,
ma non si sa nulla di più preciso.
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Sviluppo: il primo metodo per suonarla fu pubblicato nel 1746 da
John Geoghegan e lo strumento si diffuse ampiamente fino al periodo della grande
emigrazione verso le Americhe e l’Oceania della metà dell’800 a causa della carestia.
I fratelli Taylor, emigrati negli U.S.A., costruirono strumenti più sonori per le
esibizioni in grandi spazi, allargando i fori e la sezione del chanter ed
alzarono la tonalità a RE ( prima era SI bemolle, SI o DO ). Questi nuovi modelli
si chiamarono concert pitch ( diapason da concerto), mentre i precedenti si
definiscono flat pitch. Ai primi del ‘900 vi fu un nuovo boom di popolarità in
Irlanda ed America, collegato anche all’orgoglio nazionalista; dopo un nuovo calo di
popolarità di qualche decennio, avviene il grande revival degli anni ’50 e ’60 e via
via fino ai nostri giorni in un crescendo di diffusione e apprezzamento di questo strumento,
sicuramente anche grazie a grandi musicisti
che hanno fatto conoscere la musica irlandese e le Uilleann pipes al mondo.
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Caratteristiche tecniche:
ciò che rende questo strumento la più complessa ed elaborata cornamusa che
si conosca, sono principalmente due cose:
1) il "chanter" conico ad ancia
doppia con ben due ottave di estensione,contro le 8 o 9 note di quasi
tutte
le cornamuse ( la 2° ottava si ottiene con la maggior pressione sulla
sacca );
2) L'inserimento, già a fine '700, dei "regulators" . Si tratta
di
tre canne che si presentano affiancate e simili a tre
bordoni(tenore,baritono e basso) ma sono tappate in fondo e, quindi, mute;
premendo delle leve, che aprono dei fori, si forniscono altri tre suoni
di
sottofondo in aggiunta a quelli dei bordoni. Queste leve si premono col
polso destro mentre si continua a suonare normalmente e si possono
comporre,
in tal modo, accordi veri e propri.
Inoltre tutti i bordoni possono essere
zittiti, azionando una levetta posta sul blocco di legno dove sono
incastrati insieme ai regulators. Ricapitolando: l'esecutore può suonare
in
vari modi:
1) solo sul chanter,con i bordoni muti e si sente solo la
melodia;
2) col chanter ed i bordoni aperti (con la levetta) e si sente la
melodia con il sottofondo fisso, tipico di cornamuse e zampogne;
3) col chanter, i bordoni aperti e premendo le leve dei regulators per cambiare
accordo; in questo caso si sente la melodia, il sottofondo fisso a
l'armonia
cangiante degli accordi di tre note dei regulators;
4) solo con i bordoni
aperti e col chanter tutto chiuso (le dita chiudono tutti i fori e si
poggia
il chanter sulla coscia) e si sente solo il sottofondo fisso dei tre RE
dei bordoni;
5) solo con i bordoni e gli accordi creati dai regulators
sempre
premendo col polso) e si sente solo un accompagnamento fisso e con
accordi, che può servire come effetto di sottofondo per altri strumenti o voci
soliste.
Si comprende subito come un esecutore esperto possa sfruttare
tutte
queste possibilità dello strumento per creare esecuzioni varie ed
affascinanti.
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I Pipers:
una volta i pipers usavano molto queste varie tecniche per accompagnarsi
da
soli nel loro spostarsi da un luogo all'altro per intrattenere ascoltatori
e
danzatori in feste, ricorrenze solenni, matrimoni ecc...Ora si tende
maggiormente ad usare lo strumento come solista ed affidandosi a chitarra,
tastiera, arpa ecc...per l'accompagnamento, sfruttando così il suono
estremamente espressivo del chanter e gli innumerevoli abbellimenti
possibili. I migliori pipers sanno, comunque, fare virtuosismi con i
regulators, specialmente ritmando i colpi di polso sulle leve e fornendo
un
accompagnamento ritmico-armonico di grande vivacità. Come si vede non c'è
nessun'altra cornamusa che possa fare altrettanto. Ultimamente si è usata
spesso la uilleann pipes in pubblicità, films (es. Braveheart ,
Titanic...)
e dischi di genere pop e rock per il suo inconfondibile suono struggente
ed
evocativo, ma anche incisivo ed aggressivo, grazie alle possibilità dello
"staccato" tagliente che possiede.
Oltre ai grandi pipers irlandesi ed americani, che conosceremo più
avanti,esistono appassionati suonatori del nostro strumento un po ovunque
nel mondo. In Italia i migliori pipers sono Fabio Rinaudo dei "Birkin
ree"( dal 1982) e Massimo Giuntini dei "Modena city ramblers" e
Ductia"( piper da 10 anni c.a.):
G.P. 25/10/2000
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