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Musica e tradizioni dell'area celtica

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Martin Preshaw
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email: info@unionpipes.co.uk

Disponibili modelli in Re, Do e Si. Practice set, half set, 3/4 e full set.
Chanter disponibile separatamente.
Materiali: ottone o silver, imitazione avorio.
Legni: ebano, boxwood, african blackwood, rosewood, mgurure, snakewood.
"Costruiamo le migliori Uilleann Pipes in Re sul mercato!"


  Guida per la costruzione di ance per Uilleann Pipes

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Musica e tradizioni dell'area celtica a cura del gruppo musicale Shamrock

Uilleann Pipes

Come si presenta
Le origini
Lo sviluppo
Le caratteristiche tecniche
I pipers

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Come si presenta: la Uilleann Pipes (pron.Illan paips) si distingue a prima vista da tutte le altre cornamuse per il fatto di essere suonata da seduti. L’esecutore (piper) suona la canna della melodia (chanter) poggiandola sulla coscia destra e muovendo le dita pressappoco come si fa con il flauto; i tre bordoni (canne che danno un suono fisso) sono tutti incastrati nello stesso blocco di legno e poggiano sulla stessa coscia, passando davanti alla pancia dell’esecutore. La sacca viene alimentata da un mantice legato in vita con una cinghia e azionato dal gomito destro e non quindi soffiando con la bocca; l'altro braccio é a contatto della sacca e regola la pressione dell’aria e l’intonazione, come in tutte le cornamuse.

Origine: in gaelico Uille significa gomito e da qui il nome Uilleann pipes, di cui si comincia a parlare all’inizio del ‘700 come sostituta delle antiche cornamuse irlandesi, simili in tutto a quelle scozzesi, che vennero proibite dagli inglesi in questo periodo. Il nuovo strumento è più delicato, dolce, più ricco di suoni e ideale per ambienti chiusi e per accompagnare le danze; si pensa che derivi dalle cornamuse cortesi del ‘600 come la sordellina napoletana e la musette de cour dei musicisti della corte di Francia . Qualche studioso ritiene, però, che le Woollen pipes cui si riferisce Shakespeare, potrebbero essere proprio le Uilleann; in tal caso questo strumento sarebbe già presente nel ‘500, ma non si sa nulla di più preciso.

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Sviluppo: il primo metodo per suonarla fu pubblicato nel 1746 da John Geoghegan e lo strumento si diffuse ampiamente fino al periodo della grande emigrazione verso le Americhe e l’Oceania della metà dell’800 a causa della carestia. I fratelli Taylor, emigrati negli U.S.A., costruirono strumenti più sonori per le esibizioni in grandi spazi, allargando i fori e la sezione del chanter ed alzarono la tonalità a RE ( prima era SI bemolle, SI o DO ). Questi nuovi modelli si chiamarono concert pitch ( diapason da concerto), mentre i precedenti si definiscono flat pitch. Ai primi del ‘900 vi fu un nuovo boom di popolarità in Irlanda ed America, collegato anche all’orgoglio nazionalista; dopo un nuovo calo di popolarità di qualche decennio, avviene il grande revival degli anni ’50 e ’60 e via via fino ai nostri giorni in un crescendo di diffusione e apprezzamento di questo strumento, sicuramente anche grazie a grandi musicisti che hanno fatto conoscere la musica irlandese e le Uilleann pipes al mondo.

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Caratteristiche tecniche: ciò che rende questo strumento la più complessa ed elaborata cornamusa che si conosca, sono principalmente due cose:
1) il "chanter" conico ad ancia doppia con ben due ottave di estensione,contro le 8 o 9 note di quasi tutte le cornamuse ( la 2° ottava si ottiene con la maggior pressione sulla sacca );
2) L'inserimento, già a fine '700, dei "regulators" . Si tratta di tre canne che si presentano affiancate e simili a tre bordoni(tenore,baritono e basso) ma sono tappate in fondo e, quindi, mute; premendo delle leve, che aprono dei fori, si forniscono altri tre suoni di sottofondo in aggiunta a quelli dei bordoni. Queste leve si premono col polso destro mentre si continua a suonare normalmente e si possono comporre, in tal modo, accordi veri e propri.
Inoltre tutti i bordoni possono essere zittiti, azionando una levetta posta sul blocco di legno dove sono incastrati insieme ai regulators. Ricapitolando: l'esecutore può suonare in vari modi:
1) solo sul chanter,con i bordoni muti e si sente solo la melodia;
2) col chanter ed i bordoni aperti (con la levetta) e si sente la melodia con il sottofondo fisso, tipico di cornamuse e zampogne;
3) col chanter, i bordoni aperti e premendo le leve dei regulators per cambiare accordo; in questo caso si sente la melodia, il sottofondo fisso a l'armonia cangiante degli accordi di tre note dei regulators; 4) solo con i bordoni aperti e col chanter tutto chiuso (le dita chiudono tutti i fori e si poggia il chanter sulla coscia) e si sente solo il sottofondo fisso dei tre RE dei bordoni; 5) solo con i bordoni e gli accordi creati dai regulators sempre premendo col polso) e si sente solo un accompagnamento fisso e con accordi, che può servire come effetto di sottofondo per altri strumenti o voci soliste.
Si comprende subito come un esecutore esperto possa sfruttare tutte queste possibilità dello strumento per creare esecuzioni varie ed affascinanti.

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I Pipers: una volta i pipers usavano molto queste varie tecniche per accompagnarsi da soli nel loro spostarsi da un luogo all'altro per intrattenere ascoltatori e danzatori in feste, ricorrenze solenni, matrimoni ecc...Ora si tende maggiormente ad usare lo strumento come solista ed affidandosi a chitarra, tastiera, arpa ecc...per l'accompagnamento, sfruttando così il suono estremamente espressivo del chanter e gli innumerevoli abbellimenti possibili. I migliori pipers sanno, comunque, fare virtuosismi con i regulators, specialmente ritmando i colpi di polso sulle leve e fornendo un accompagnamento ritmico-armonico di grande vivacità. Come si vede non c'è nessun'altra cornamusa che possa fare altrettanto. Ultimamente si è usata spesso la uilleann pipes in pubblicità, films (es. Braveheart , Titanic...) e dischi di genere pop e rock per il suo inconfondibile suono struggente ed evocativo, ma anche incisivo ed aggressivo, grazie alle possibilità dello "staccato" tagliente che possiede. Oltre ai grandi pipers irlandesi ed americani, che conosceremo più avanti,esistono appassionati suonatori del nostro strumento un po ovunque nel mondo. In Italia i migliori pipers sono Fabio Rinaudo dei "Birkin ree"( dal 1982) e Massimo Giuntini dei "Modena city ramblers" e Ductia"( piper da 10 anni c.a.):

G.P. 25/10/2000