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Musica e tradizioni dell'area celtica a cura del gruppo musicale Shamrock La società celtica.L’Irlanda celtica precristiana era divisa in 5 province; ogni provincia era divisa in tuatha (in origine significava tribù o popolo), pare in numero superiore ai duecento. Ogni tuath era governata da un re, capo militare in tempo di guerra, e giudice in pace. Le leggi venivano però approvate dall’assemblea del popolo libero. Il re veniva scelto tra i maschi della famiglia del suo predecessore. I re di piccoli regni si legavano con alleanze ad un re superiore, e questi al re della provincia. Solo più tardi (forse III secolo d.C.) emerse al figura di un re supremo, con sede a Tara. Come molte antiche civiltà, anche quella irlandese era rigidamente gerarchica, con a capo l’aristocrazia guerriera, cui appartenevano i re. Poco al di sotto erano i druidi, che godevano di grandi onori e, essendo ritenuti i più giusti fra gli uomini, decidevano della contese provate e pubbliche. Studiavano i fenomeni naturali ed erano quindi depositari della sapienza; venivano accreditati loro poteri profetici; avevano funzioni religiose e presiedevano ai sacrifici. Con l’andar del tempo l’importanza dei druidi diminuì, ed alcune loro funzioni vennero attribuite alla casta dei fili, che comprendeva anche i bardi e gli scienziati in varie discipline, vale a dire gli aes dama, la classe dei sapienti e di coloro che erano in grado di esercitare un’arte. Più in basso, i nobili minori ed i suonatori d’arpa. Ancora più in basso, artigiani, agricoltori e pastori. In fondo, gli schiavi. Per molto tempo la terra non fu proprietà di un singolo, ma della comunità, che ne distribuiva gli appezzamenti alle famiglie. L’unità fondamentale della società era la famiglia, che rispondeva collettivamente delle azioni dei suoi membri. Siccome il prestigio goduto dai singoli e delle famiglie era direttamente proporzionale al prestigio guerriero ed al numero di bestie possedute, razzie di bestiame e lotte tra vicini erano all’ordine del giorno, anzi forse erano l’occupazione preferita dall’aristocrazia, assieme ai colossali banchetti, che degeneravano spesso in dispute per i pezzi di carne destinati “all’eroe”, che a loro volta finivano in risse violente.
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